SEMI
I semi hanno reso possibile la nostra alimentazione, hanno modificato il corpo umano e dato forma alla storia.
guardarli significa entrare in contatto con la meraviglia della natura, il mistero della vita, le radici dell'uomo.
I semi hanno reso possibile la nostra alimentazione, hanno modificato il corpo umano e dato forma alla storia.
guardarli significa entrare in contatto con la meraviglia della natura, il mistero della vita, le radici dell'uomo.
Se è vero che da puro nutrimento il cibo si è presto trasformato in complessa e raffinata operazione che convoca gusti e intelligenze per assurgere allo status d'imprescindibile "linguaggio", il luogo domestico a esso dedicato, in adesione al codice culturale percepito come egemone, viene a rivestire un ruolo di non comune interesse.
Qualcuno si ostina a liquidare i cambiamenti climatici come fake news, ma la gran parte di noi è ben consapevole che se non modifichiamo radicalmente le nostre abitudini l'umanità andrà incontro al rischio dell'estinzione di massa.
Lo sappiamo, eppure non riusciamo a crederci. E di conseguenza non riusciamo ad agire.
"Ci farebbe bene scrivere delle nostre famiglie, senza nessuna finzione, senza romanzare. Solo raccontando ciò che è successo, o ciò che crediamo sia successo”.
Ritagliando instancabile silhoutte, tracciando schizzi, dipingendo ritratti e incidendo stampe, il pittore ginevrino Jean Huber (1721-1786), ospite regolare di Voltaire durante il suo ultimo ventennio di vita nei pressi del lago Lemano, ha avuto lo straordinario merito di coglierne la miica e i gesti della sua quotidianità attivissima.
"In nome della mia ormai pluridecennale consuetudine con le piante, ho immaginato che queste care compagne di viaggio, come genitori premurosi, dopo averci reso possibile vivere, vengano a soccorrerci osservando la nostra incapacità a garantirci la sopravvivenza.
"Il ricercatore, nel suo sforzo di esprimere matematicamente le leggi fondamenteli della Natura, deve mirare soprattutto alla bellezza".
David George Haskell rivolge le sue straordinarie capacità di osservazione a una dozzina di alberi in giro per il mondo, per dimostrare come la storia, l’ecologia e il benessere dell’umanità siano strettamente intrecciati con la vita delle piante.
Parliamo spesso di mente ma raramente ci interroghiamo su cosa sia davvero. Anzi, spesso lo diamo per scontato, convinti che risieda nel cervello, sia distinta dal corpo e riguardi in qualche modo la nostra sfera interiore.
C’è l’Islanda dei vichinghi e delle saghe, della natura incontaminata, delle canzoni di Bjork. L’Islanda degli elfi, delle piscine geotermiche e delle foto dei ghiacciai sulle bacheche degli amici in vacanza.
Ormai sappiamo tutto e abbiamo visto tutto.
Negli ultimi decenni le scienze biologiche hanno ricostruito i tratti evolutivi che ci legano agli altri animali (dai pesci ai primati) sul piano morfologico e genetico. Un risultato già stupefacente, se non fosse che ora – grazie a studiosi della finezza e percettività di Carl Safina – ci avviamo a un salto ulteriore: verificare l’incidenza di quei tratti a livello cognitivo e affettivo-emotivo.
Nel confondere memoria privata e memoria collettiva, antropologia e nostalgia, storia e politica, ciò che vorremmo è che il nostro mondo rimanesse quello che abbiamo conosciuto.
"Sono Odisseo, figlio di Laerte, noto agli uomini per tutte le astuzie, la mia fama va fino in cielo".
Libri che "non hanno finito mai di dire quel che hanno da dire", i classici sono davvero "infinitamente futuri".
Qual'è la natura del mondo materiale? Come funziona quel mondo? Che cos'è l'universo, e come si è formato? Che cosa è la vita? Da dove veniamo, e come siamo evoluti? Come e perchè pensiamo? Che significa essere umani? Come facciamo a sapere di esserlo?
Questo di Alida Airaghi è un libro profondamente autobiografico ma in maniera distanziata da un “gioco”: scrivere le varie sezioni “alla maniera di” tutti i più grandi poeti italiani del Novecento, da Gozzano a Saba, da Ungaretti a Montale, da Caproni a Luzi, da Zanzotto a Pasolini e altri ancora.